Importante sentenza TAR sull’assistenza educativa: la deve garantire la Provincia

Riportiamo di seguito il Comunicato Stampa di Vivi Down sulla sentenza che ha toccato un nostro socio  e che assegna nettamente alla Provincia la responsabilità di garantire l’assistenza educativa nella scuola superiore.

Leggi la sentenza del TAR per intero

Lettera del Coordinamento Down Lombardia alla Regione

Milano, 2 agosto 2012

COMUNICATO STAMPA Associazione Vivi Down

L’ultima sentenza del TAR della Lombardia del 13 luglio 2012 ribadisce che tocca alla Provincia fornire all’alunno con disabilità l’assistenza educativa

In questi ultimi due anni, per molti studenti con disabilità e le loro famiglie, il passaggio alla scuola superiore ha generato non pochi disagi a causa della nota contrapposizione tra Province e Comuni lombardi sulla responsabilità di pagare il servizio di assistenza educativa per gli studenti con disabilità nelle scuole superiori previsto dall’art. 13, comma 3, della Legge 104/1992. Attraverso una differente interpretazione della normativa nazionale, la Provincia rimpalla ai Comuni tali competenze anche per le scuole superiori. Per porre fine alla conflittualità tra i due enti è stato chiesto alla Regione Lombardia di legiferare in merito alla questione. Questo passaggio ha generato un’ulteriore fase di stallo in quanto la Regione si è limitata ad esprimere dei pareri del proprio ufficio giuridico legislativo, peraltro favorevoli all’interpretazione delle Province.

Manca poco più di un mese all’avvio del nuovo anno scolastico e, in attesa che la Regione scriva al più presto in una legge come intende garantire i livelli essenziali di istruzione degli studenti con disabilità che frequentano le scuole superiori della nostra Regione, ci pensa il TAR della Lombardia, con sentenza n. 1994/12 Reg. prov.coll. N.03418/2011 del 13 luglio 2012, a definire infondata l’interpretazione della Provincia, nel caso specifico la Provincia di Milano.

Attraverso un’approfondita analisi della normativa nazionale, il TAR valuta non condivisibile la tesi provinciale perché “non tiene conto della genericità e residualità della disciplina che invoca” nondimeno “tali disposizioni hanno portata residuale, perché sono destinate a cedere, in relazione al riparto delle competenze, a fronte di norme che in relazione ai servizi alla persona inerenti ad un determinato ambito ripartiscono diversamente le attribuzioni tra gli enti locali”. E’ l’art. 139 del d.l.vo 1998 n.112 che “introduce uno speciale criterio di riparto delle competenze tra comuni e province, fondato sul grado della scuola frequentata dall’avente di diritto”. Non è la prima volta che il TAR della Lombardia emette sentenze che dimostrano, attraverso l’analisi della normativa nazionale, come tutti  i servizi di supporto organizzativo al servizio di istruzione nella scuola superiore,  non solo i trasporti o la fornitura di attrezzature e di arredi, ma anche il servizio di assistenza educativa, debbono gravare sulla Provincia.

Nonostante le numerose sentenze che evidenziano quanto sopra, le famiglie sono costrette a rivolgersi sempre più di frequente alla Giustizia per garantire al proprio figlio il diritto allo studio. Le difficoltà cui è sottoposta la famiglia sono molteplici e gravose, infatti, la stessa sentenza riconosce nettamente il danno non patrimoniale alla famiglia, che deve esserne risarcita.  Per la situazione a cui fa riferimento la sentenza in oggetto, la famiglia per mesi ha cercato di sensibilizzare sia il Comune di Vignate che la Provincia di Milano sulla delicatezza della situazione per la quale i tecnici della riabilitazione, gli insegnanti e gli operatori sociali avevano ampiamente documentato la criticità di un passaggio da un ciclo di studi all’altro senza un adeguato sostegno didattico e un’assistenza educativa ad personam. Nonostante ciò, gli enti hanno avviato un triste scambio di lettere in cui, attraverso l’interpretazioni della normativa, si attribuivano l’uno all’altro tutte le responsabilità. Con l’avvio dell’anno scolastico 2011/2012 si sono presentate tutte le criticità anticipate dai tecnici e si è generata una situazione di forte disagio per il minore.  A fronte di ciò, unica via percorribile per la famiglia è stato il ricorso alla magistratura.

Tale storia rischia di ripresentarsi anche per l’anno scolastico 2012/2013 per tutte quelle famiglie i cui figli frequentano la scuola superiore. Sia “Ledha” che “Coordown Lombardia” hanno inviato delle lettere aperte alla Regione chiedendo di intervenire prima dell’avvio del nuovo anno scolastico. La nostra preoccupazione è che il silenzio delle Istituzioni diffonda sfiducia nei familiari che vedono nella magistratura l’unica via per garantire i propri diritti.

 

Edoardo Censi

Presidente Vivi Down

 

 

Riferimenti per il comunicato:

  • Servizio Scuola Associazione Vivi Down – Giuliana Fornaro cell. 3346266630 Email: giulianafornaro@yahoo.it
  • Gruppo Scuola Ledha

Donatella Morra   Email:

Maria Spallino Email:

On agosto 3rd, 2012, posted in: Area Diritti, News, Prima_pagina by