Comunicato stampa sugli ultimi episodi di discriminazione

Comunicato stampa                                                                                                               Milano, 14 ottobre 2015

VIVI DOWN: IGNORANZA E INDIFFERENZA ALLA BASE DEI RECENTI EPISODI DI DISCRIMINAZIONE DI PERSONE CON SINDROME DI DOWN.  OFFENSIVE E DISCRIMINATORIE, INVECE, LE DICHIARAZIONI DEL VICEPRESIDENTE DELL’ORDINE DEI MEDICI DI FERRARA E LA COPERTINA DI CHARLIE HEBDO CHE RITRAE L’EURODEPUTATA NADINE MORANO

Vivi Down Onlus – l’Associazione Italiana per la Ricerca Scientifica e per la Tutela della Persona con sindrome di Down non può che rimanere costernata dagli episodi discriminatori nei confronti di persone con sindrome di Down avvenuti la scorsa settimana, tuttavia trova conforto e soddisfazione nella risposta insorta in maniera spontanea dalla società.

L’episodio del ragazzo con sindrome di Down picchiato su un bus a Genova lo scorso 5 ottobre ed il caso della mamma di Ferrara che ritira dal nido la propria bimba di 10 mesi perché non stesse con “quella ragazza” –  intendendo un’operatrice ausiliaria con sindrome di Down –  sono legati dal file sottile dell’ignoranza. L’ignoranza che ignora, che non conosce, che non sa e cui neanche interessa conoscere.

Un’ignoranza che si può e si deve combattere, ma che, fortunatamente, sempre più riguarda il singolo caso. A Genova l’ignoranza non riguardava neanche specificatamente la sindrome di Down, infatti la persona dall’inqualificabile comportamento era già nota alla giustizia per diverse precedenti aggressioni. Quello che ci preoccupa ben di più è l’indifferenza dei passeggeri presenti. Non uno è intervenuto in qualsivoglia maniera. L’ignoranza è del singolo, l’indifferenza è della collettività: è la seconda il vero problema della società.

La mamma di Ferrara non ha cercato di offendere o svilire direttamente la persona con sindrome di Down. Forse ha semplicemente pensato alla sua bimba vicino alla sindrome di Down e non alla sua bambina vicino a una persona con sindrome di Down.

Due casi dunque isolati, dovuti a ignoranza. Diverso è il peso del commento sul caso di Ferrara da parte del vicepresidente dell’Ordine professionale dei Medici di Ferrara e dell’ultima copertina di Charlie Hebdo. Qui non è possibile parlare d’ignoranza: si tratta di un medico di lunga esperienza professionale e di un’importante redazione giornalistica. Purtroppo entrambi i casi fanno pensare a un clima di pregiudizi e di luoghi comuni di facile utilizzo. La libertà di pensiero e di espressione sono valori irrinunciabili; triste è che questi soggetti abbiano rinunciato a valori civili quali il rispetto e l’inclusione. Usando, come ha fatto la testata giornalistica francese, la sindrome di Down come un insulto.

Tuttavia, da questi tristi episodi è emersa una realtà che Vivi Down vuole sottolineare: la sensibilità sociale è cambiata. Partendo dalle istituzioni (L’Ordine professionale di Ferrara ha accettato tempestivamente le dimissioni del vicepresidente) passando dagli organi d’informazione e arrivando agli utenti di Facebook. Il numero di persone unite nel sostenere le persone con sindrome di Down colpite da questi atti discriminatori era impensabile solo qualche decennio fa. Non sono intervenute solo le associazioni, gli addetti ai lavori o le persone che direttamente conoscono la sindrome. Biasimo e sdegno sono sorti spontanei nella collettività.

Tutto questo ci insegna che molto c’è da fare per far conoscere a tutti le persone con sindrome di Down, le loro potenzialità e le loro fragilità; ma anche che molto è stato fatto e questo deve essere di stimolo a tutti.

Per informazioni:

Stella Forti – responsabile relazioni esterne Vivi Down Onlus

Tel. 028056238                Cel: 3346444896              Mail: relazioniesterne@vividown.org

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